Saranno più potenti, in grado di mettere a fuoco i visi pure da lontano. Occhi elettronici anche accanto ai tornelli, per incastrare i teppisti che riescono ad aggirarli. Sarà dunque interamente rifatto l’impianto a circuito chiuso dello stadio partenopeo. Il Comune, infatti, ha recepito le richieste avanzate da Procura e Questura stanziando 230 mila euro. Già avviati i primi sopralluoghi tecnici, l’impianto dovrebbe essere in funzionante entro due mesi. Una buona notizia per forze dell’ordine ed investigatori che auspicano entro un paio di mesi, l’avvento di uno strumento più efficace per rendere la vita difficile ai criminali che frequentano lo stadio. Perché questo campionato non si annuncia certo dei più facili dal punto di vista dell’ordine pubblico. Ad agitare gli animi infatti, ci aveva già pensato l’arrivo della tessera del tifoso, ma a tenere alta la tensione ci sono soprattutto i rapporti tra i tifosi napoletani e il presidente De Laurentiis: nell’occhio del ciclone la cessione di Quagliarella, ma anche la campagna acquisti secondo molti deludente e il timore di perdere anche Paolo Cannavaro. Dopodomani, si giocherà la prima partita in casa e potrebbero già esserci i primi problemi: gli ultras infatti hanno fatto comparire sui muri della città manifesti in cui non la mandano certo a dire al patron De Laurentiis: «Aurelio, il Napoli non è il tuo film». Insomma i miglioramenti previsti dal progetto nell’impianto di videosorveglianza, consentiranno agli specialisti della Digos di lavorare meglio e più velocemente. Oggi, ad esempio, per vedere in maniera chiara i volti degli ‘agitatori’ è necessario utilizzare immagini zoommate, con l’alta risoluzione delle future telecamere invece, tutte le immagini registrate avranno una risoluzione altissima. Saranno finalmente installate telecamere anche in prossimità dei tornelli, altro punto debole dello stadio, poiché nonostante i controlli, nelle giornate di particolare ressa c’è chi riesce ad oltrepassarli. Dunque un giudizio decisamente positivo quello della Procura che ha giudicato importanti questi miglioramenti, tra l’altro, invocati da tempo, nell’ambito di una lotta serrata ai crimini da stadio. Intanto, nonostante le contestazioni, fuori agli uffici postali in molti si mettono in fila per richiedere la «tessera del tifoso» indispensabile per poter seguire la squadra in trasferta. Sarebbero già cinquemila quelle già distribuite. “La tessera del tifoso è condivisilbile- ha detto ai nostri microfoni Gennaro Montuorileader storico del tifo partenopeo- ma le modalità sono decisamente sbagliate. Il Napoli è certamente una società e un imprenditore che la gestisce deve certamente guadagnarci, ma al primo posto deve venire la passione e questa sembra mancare a De Laurentiis”.
«Stretta sui tifosi» : nuove telecamere in arrivo allo stadio San Paolo
Nadia Sessa
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