di Nadia Sessa
E’ dovuta intervenire una benefattrice italo-americana per salvare dal black out la palestra Maddaloni di Scampia, dopo il distacco dell’energia elettrica da parte dell’Enel, a causa dei mancati pagamenti, della struttura che da anni svolge attività sociale con 1.200 ragazzi del quartiere sottraendoli alla droga e alla grinfie della malavita. Anja Johnes geologa 55enne di New York è venuta a conoscenza della vicenda attraverso alcuni siti internet e indignata per la poca solidarietà intorno a questa struttura di grande supporto sociale, non ha esitato un attimo a manifestare la sua generosità inviando un bonifico per pagare le bollette della luce arretrate. « Un gesto che ci ha commosso, ma che ci ha anche lasciato l’amaro in bocca- ha dichiarato ai microfoni di Radio CrC Giovanni Maddaloni papà di Pino, olimpionico di judo a Sidney- perché è dovuta intervenire una donatrice che vive oltreoceano per porre rimedio ad una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo da mesi nel completo disinteresse delle istituzioni».
«Tutti i nostri appelli sono caduti nel vuoto- ha continuato Maddaloni – siamo soli a combattere per i ragazzi di questo quartiere che, hanno veramente poche alternative alla devianza e alla delinquenza. Nemmeno una telefonata da parte della classe dirigente, anche solo per sapere se in qualche modo potessero venirci incontro. Nulla, un silenzio tombale». La palestra Maddaloni resta dunque ancora in bilico, nonostante la generosità della geologa americana che, si è offerta di pagare anche le bollette di Agosto e Settembre e nonostante l’impegno di questa struttura e di chi la gestisce. A fine mese infatti, in collaborazione con la Lilt la Lega italiana contro i tumori del Professor Gallipoli, partirà un ambulatorio mobile per la prevenzione oncologica del tumore al seno, ma anche della prostata e del melanoma. In questa occasione la palestra di Scampia si vestirà di rosa, come il colore del fiocco simbolo della Lega, per dare il via in grande stile a questa importantissima iniziativa a costo zero, resa possibile grazie agli specializzandi del reparto di oncologia dell’ospedale Pascale di Napoli.
E tu che ne pensi? Lascia un commento al nostro blog o proponi idee per aiutare la struttura.




rita says:
questi sono fatti…fino ad oggi questi ragazzi hanno avuto solo “chiacchiere e distintivi”… Bravi avanti cosi…Grazie sig. Anja Johnes
G.G. says:
Solidarietà ai ragazzi di Scampia che grazie al loro coraggio e alla loro forza di d’animo riescono a superare le difficoltà, essere tra i migliori judoka d’Italia e spesso e volentieri vestire la maglia azzurra. All’ impegno agonistico di assoluta qualità, affiancano un ruolo sociale di primaria importanza in una realtà difficile. Ciò nonostante, nessuno si accorge di loro e nessuno gli tende una mano. Più di qualcuno da quelle parti dovrebbe mettersi una mano sulla coscenza.
guerra says:
forza ragazzi facciamo onore alla palestra maddaloni
Carlo Maddaloni says:
parlo a tutti i critici e tutte le persone che purtroppo nell’ ignoranza giudicano…ma non sanno la vita per la maggior parte delle famiglie di Scampia è molto sofferta , nel senso che comunque cose che oramai già sappiamo, cioè ribadendo , violenza , degrado , e disoccupazione nè fanno da padrone.
Ora io persona comune non posso permettermi di certo di giudicare i grandi membri politici di Napoli , anche perché a nulla servirebbe ma voglio proprio dire una cosa..che riallaccia le speranze dei cittadini Napoletani nel vedere un futuro prosperoso per i propri figli e cosi via facendo in una struttura come la palestra di Giovanni Maddaloni ò maestr..(mio zio).
Anche se poco inerente al fatto ma comunque parallelo perché si tratta comunque di un “salvafamiglie” io così lo stimo ed amo chiamarlo il grande parroco Don Aniello Manganiello , spostato da Scampia senza un minimo di accortenza per il popolo nonostante tutto quello che stava facendo per tutti noi ragazzi , ecco proprio come Gianni Maddaloni che fa tanto per Scampia per Miano…per Napoli !
ora..chi sia sia…cosa fà?…non mantengono ne promesse ne aiutano minimamente
Francesco says:
Sono cose pazzesche! E’ possibile che nessuna istituzione, nessuna associazione, nessun privato abbia a cuore un progetto così importante che ha strappato dalla strada, dalla droga, dalla criminalità tanti ragazzi. Abbasso le istituzioni Napoletane e campane, tutte a prescindere dal colore o dal credo politico. W l’America, forse è proprio lì che dovremo inviare la nostra classe politica ad imparare veramente cosa significa fare qualcosa per il bene della società, della nostra Città e del nostro Paese.
Nel mio piccolo non ho disponibilità per poter fare un gesto come quello della signora americana ma propongo una raccolta di fondi spontanea o la creazione di una fondazione, se non altro un gruppo di lavoro che possa aiutare Maddaloni ad andare avanti nella sua opera meritoria. In bocca al lupo!